"10 FEBBRAIO: IO NON SCORDO”.
Prosegue la nostra opera di sensibilizzazione nei confronti di un argomento scottante: venerdì 10 febbraio 2012 centinaia di siti internet, blog e forum corredati dell’immagine allegata, con Tricolore listato a lutto, osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano degli assassini titini.
Negli ultimi anni molto è cambiato perché nulla cambi. La verità storica, che ha mosso i suoi primi timidi passi, continua ad essere negata da una fazione ideologica che trova significative sponde anche in ampi segmenti istituzionali e della cosiddetta “vita culturale”, insabbiata con troppa disinvoltura mediante la censura storica o la minimizzazione dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.
In un’Italia ammorbata da scandali e moralismo, in cui si impone come accettabile solo una rilettura “morbida” di una delle più grandi tragedie vissute dal nostro popolo; in una terra ai limiti del collasso, in cui nonostante i continui assalti perpetrati alla sovranità da governi tecnici e organismi sovranazionali forze fresche hanno deciso di alzare la testa, non dimenticare è un atto rivoluzionario che intende contribuire a riscattare la memoria tradita delle migliaia di Italiani infoibati dalla furia slavo-comunista.
È scandaloso che a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ricercare e affermare la verità storica sia da più parti considerato alla stregua di un reato d’opinione. È aberrante che i più giovani ignorino, per deficit didattico e talora ostruzionismo di una classe docente ideologizzata, la portata devastante della pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, con rastrellamenti, deportazioni, torture e esodi di massa.

Nel corso della mattinata gli aderenti al Blocco Studentesco, formazione nei licei e negli istituti superiori dell’associazione culturale e di promozione sociale CasaPound Italia insieme a decine di studenti avellinesi hanno inscenato un originale flash mob davanti il Palazzo della Provincia. I ragazzi muniti di detersivi, secchi d’acqua e spazzoloni hanno protestato contro l’inoperosità e la negligenza della classe politica irpina e nazionale.
“Si tratta di una provocazione- afferma la nota del direttivo provinciale del Blocco Studentesco- volta al rinnovamento e al cambiamento di una classe politica ormai vecchia, statica e priva di idee capaci di rimediare a decenni di errori.”
“L’acqua- continua la nota- rappresenta la purezza e la trasparenza, fonti vitali dell’energia portata dai giovani vogliosi e propositivi, di certo più dinamici e capaci di sostituire con la propria freschezza il marciume che ci circonda.”
“La nostra ambizione- conclude il comunicato del direttivo provinciale- è quella di fornire un contributo concreto al mondo che ci circonda, dalla scuola all’università. Il Blocco Studentesco ha un programma, delle idee, delle proposte che, come mattoni, unite fra loro ci permetteranno di costruire il nostro futuro. Abbiamo lanciato la nostra sfida alle stelle !”